Booklover: Sveva Casati Modignani - Rosso corallo

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Ciao a tutti ed eccomi tornata con un'altra lettura.



EDITORE: Feltrinelli

ANNO DELLA PRIMA PUBBLICAZIONE: 2013

PAGINE: 544 p., Brossura

TRAMA:

Insieme con i suoi tre fratelli, Liliana cresce in una famiglia operaia nella Milano del dopoguerra. Con impegno e sacrificio riesce a costruire una carriera di successo e una famiglia felice, sposando un uomo tenero e comprensivo. 
Il suo percorso si intreccia drammaticamente con le vicende del Paese, e il terrorismo la colpisce da vicino. 
Ma Liliana supera tutte le prove che la vita le impone, insieme con la tentazione lacerante di abbandonarsi a un nuovo amore. 


RECENSIONE(spoiler alert!):

Come potrei dire di questo libro? Delusione totale.
L'autrice sa scrivere su questo sono d'accordissimo: ottime descrizioni e gli sviluppi psicologici dei personaggi, lo sfondo storico della Milano degli anni 60-70 descritto in maniera perfetta e gli spazi e i luoghi riesci quasi a vederli davanti ai tuoi occhi. 
Il problema di questo libro? La trama. Non cattura l'attenzione ed ho odiato Liliana, la protagonista. 
Liliana cresce in una famiglia povera composta da lei, i 3 fratelli (Giuseppe,Palmiro e Rosellina) e i genitori Ernestina e Renato . 

Il padre è uno stereotipo vivente: un uomo che vive solo per aiutare gli operai nell'azienda dove lavora e in casa non si vede mai. (Ottimo esempio per i figli insomma)

La madre è la classica donna che è perennemente preoccupata per i figli e è infatti in una cozza ficcanaso con la prole.
 Giuseppe è gay e ovviamente cosa farà di lavoro? Lo stilista, ovvio. I gay possono lavorare soltanto nella moda (stereotipi a gogo).

Mentre l'altro diventerà un ragionerie infatti fin da piccolo era bravo con i numeri.

Infine la sorella minore... Mettiamoci le mani nei capelli... 
OHMYGOD! 
La classica ragazza tutta trucco e niente cervello. Non mi ricordo quante volte sia stata bocciata ma vabbé... 
Inizia a lavorare in tv come ballerina (fino a qua tutto ok) ma OVVIAMENTE comincia ad andare a letto con il capo. 
(Eh si un altro stereotipo: se lavori in televisione è perché vai a letto con qualcuno. Mah ). Inoltre viene descritta solo come bella e brava a ballare, può una persona esistere sul serio?

Poi la protagonista Liliana è davvero insopportabile: visto che è bella e intelligente è convinta che tutti devono obbedirle. Anche con i suoi capi, a cui risponde male ogni volta, si comporta così e invece che essere zittita o licenziata, come in qualsiasi luogo di lavoro, viene premiata. Magari fosse così.
Senza contare che quando finalmente riesce ad avere un figlio dopo ANNI di tentativi con il marito Sandro, il classico marito - cagnolino, non c'è mai: sempre a lavorare, lavorare e lavorare. (Altro ottimo esempio: una donna di successo non può vedere i figli o comunque stare con loro come una qualsiasi mamma.

Ma oltre agli abbondanti stereotipi quello che è inverosimile è il successo di tutta la famiglia e le scene, che dovrebbero essere, tristi. 
La realtà non esiste in questo "romanzo", non dico che non si può avere successo ma è impossibile che succeda a tutti i fratelli e alla protagonista in così poco tempo e poi le scene delle morti di alcuni personaggi sono più comiche che altro.

Che schifo di libro!

L'unica nota positiva che mi accattivato parecchio è stata la descrizione, vissuta quasi come in prima persona, delle vicende terroristiche italiane degli anni 60, le quali noi giovani a volte non conosciamo o almeno non pensiamo come realmente accadute.



VOTO: ❤❤ 
(sono stata buona soltanto per l'ottima tecnica di scrittura).


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